Ancora mi trovo a fare una breve riflessione sulla crisi di cui si parla in questo periodo.La crisi riguarderebbe un sistema economico basato sulla crescita continua che, ovviamente, non è possibile in un sistema come la terra che semplificando possiamo dire sistema chiuso.
Oltre a questo è evidente che anche in natura nulla cresce per sempre: ad un certo punto della crescita ogni organismo muore.
Ecco che quindi la salvezza risiederebbe nella decrescita: un rallentamento del ritmo di crescita, una diminuzione dei consumi e della produzione, un ritorno all'autoproduzione e all'autoconsumo, con un miglioramento contestuale della qualità della vita e della nostra salute.
Per questo scenario, che in linea di massima potrebbe anche essere auspicabile, non credo che in realtà sia ancora arrivato il momento perchè credo che in realtà non sia arrivato alla fine il modello della crescita, ma sia in esaurimento la prima fase della crescita che si potrebbe definire come l'epoca del petrolio.
Quindi non solo non siamo alla fine dell'era della crescita, ma probabilmente siamo...all'inizio: la crescita è appena iniziata! Altro che crisi.
Metafora: immaginiamo l'attuale situazione economico/sociale come quella di una pianta sviluppata e cresciuta in una stanza...troppo piccola.
Ipotizzando anche che la società così impostata sia come una pianta, non vedo perchè non considerare il momento attuale (chiaramente di cambiamento), come il passaggio dallo stato di seme a quello di pianticella (e non - come viene fatto- come il momento del massimo sviliuppo della pianta).
Il sistema capitalistico/consumistico ha una caratteristica particolare che ne è il punto di forza (ed eticamente il punto di debolezza): dall'attuale sistema ci sono alcuni soggetti che traggono enormi vantaggi (profitti).
Questi, che possiamo anche vedere come i "cattivi" della terra (e probabilmente lo sono perchè ci usano per i loro vantaggi e guadagni), non hanno alcun interesse alla fine della crescita mentre hanno interesse ad esaurire le potenzialità di questo periodo della crescita (come detto l'epoca del petrolio).
Per tornare alla metafora: solo quando saranno esaurite tutte le energie vitali del seme potrà sbocciare la pianticella.
E' chiaro che dalla autoproduzione e dalla decrescita i cattivi della terra non traggono alcun vantaggio.
E' chiaro inoltre che essi non traggono alcun vantaggio dalla disoccupazione, dalla povertà, dall'indigenza.
Nel sistema capitalistico/consumistico il motore è il consumatore e il sistema ha bisogno di lui.
Come in un'azienda il datore di lavoro guadagna di più degli operai ma ha bisogno di loro, così nel sistema attuale i cattivi della terra hanno bisogno dei piccoli consumatori, dei lavoratori, del ceto medio.
Quindi chi ci sta sfruttando non potrà far altro che salvarci per...salvare se stesso!
Certo l'attuale momento è un momento di passaggio verso nuovi scenari (dal seme alla pianticella).
Credo che la nuova crescita passerà attraverso la fine dei motori a combustione (con un momento di transito costituito dalla diffusione generale dei motori a gpl e metano).
E' evidente che chi detta le regole (i nostri cattivi...) stanno frenando questo momento per esaurire tutte le potenzialità dell'epoca del petrolio.
Per la diffusione delle nuove tecnologie di trasporto (veicoli elettrici o tecnologie diverse) sarà necessario il ripensamento del sistema di autotrasporto e enormi investimenti, quindi nuova crescita (o meglio continuazione della crescita in un nuovo contesto).
Il trasporto tramite veicoli con motore a combustione è vergognosamente preistorico!
Le automobili sono uguali a novanta anni fa!
Certo, sono più veloci, più sicure, più comode ma sono sempre le stesse: vanno a benzina, hanno quattro ruote, inquinano, fanno rumore. Per non parlare delle motociclette...
Facciamo questo gioco: guardate il vostro iPhone e il vostro PC. Ora guardate un autobus o una macchina di 15 anni fa (che sono identiche a quelle di ora tranne che per la carrozzeria). Non inorridite (sopratutto se avete fatto un mutuo di diecimila euro sono solo per un mezzo con una linea più filante?).
L'uomo è proprio schiavo dell'estetica...