sabato 23 novembre 2013

Dialogo tra due amici tra scienza, religione e...il tempo.

Ho fatto una riflessione, una riflessione sconvolgente sul tempo. Il tempo è tutto da rivalutare; il passato è da ricollocare, ritemporalizzare. Dobbiamo rivalutare il tempo e le conquiste dell'umanità!

Involuzione sostituisce evoluzione ?

È proprio l'evoluzione il punto di partenza! Rivalutare nel senso di dare il giusto valore al tempo. Il nostro orologio interno non ci permette di capire, colloca nella stanza del passato tutto ciò che è accaduto prima della nostra nascita; ce lo fa percepire lontanissimo. Fai una riflessione su questo dato di fatto: mia nonna è nata 40 anni dopo la morte di Darwin. La mia bisnonna (e la tua) è vissuta ai tempi di Darwin. La mia mente colloca Darwin nella stessa stanza di Napoleone dei Romani: insomma in un passato lontanissimo.

Quindi la mia bisnonna aveva tutto il diritto di credere in Adamo ed Eva! E dopo anche la chiesa ha dovuto aggiornarsi...

Esatto! Facciamo l'esempio della religione. La religione esiste ancora perché la scienza è nata ieri. Ci crediamo moderni e i più credono nello spirito santo! Pensiamo di essere così avanti da non avere più futuro, quando invece abbiamo appena aperto gli occhi.

I fisici fanno la scienza ma se dici loro auguri invece di in bocca al lupo fanno gli scongiuri. Ma chi vincerà  tra scienza e religione? Mi piacerebbe fosse proprio quest' ultima!

Lo scenario che posso immaginare è diverso.  Vedo le religioni destinate a scomparire (fra 400 anni, ma gradualmente): già ora risultano non credibili e rozze. Più la cono-scienza avanza, più i "credo" arretrano. L'etica sostituirà la morale. Chi ci darà una buona etica?


Che la scienza avanzi è vero, ma che si avvicini al traguardo non mi convince. Già alla fine dell' 800 sembrava fossimo ad un passo da conoscere tutto e invece in 150 anni la meta si é allontanata!

Sono d'accordo. La scienza può anche fermarsi, ma è la conoscenza che avanza, una conoscenza sempre più scientifica e meno mistica. Ci stiamo naturalmente allontanando dal periodo storico in cui era forte la voce delle religioni, grazie anche hai progressi scientifici. Non è la scienza che sta alzando la voce, ma la religione che oramai è sempre più lontana, proprio perché è rimasta al palo.
Non poteva fare altrimenti perché è basata su dogmi e quindi è conservatrice per definizione. La scienza non può essere conservatrice, perché è studio, analisi, verifiche. Non serve, per assurdo,  che la scienza faccia altro: ormai il progresso è scientifico. La religione è ferma e i suoi promotori stanno scomparendo sempre più. Facciamo un esempio: se mia bisnonna credeva al diluvio universale e agli angeli e questo tramandava, mia nonna ha visto che forse il diluvio non c'è stato, ma intanto prega magari pure gli angeli. Mia mamma è ancora più moderna e sa che né angeli né diluvio ci sono stati, ma intanto mi porta a messa e mi fa far catechismo; io, cresciuto con Piero Angela, rifletto, penso e quindi vado oltre e non credo proprio a nulla. Mio figlio non avrà neppure bisogno di pensare. Perché questo meccanismo si diffonda devono passare tre/quattro generazioni.  Le chiese saranno popolate sempre più di anziani.. Proviamo ad andare a intervistare  i ragazzi fuori dalle scuole già oggi e proviamo a chiedere loro se sono cristiani. Certamente diranno di sì. Questa è la risposta della tradizione ridotta al lumicino, ma che sopravvive. Se si chiederà loro: credi al diluvio universale, agli angeli, allo spirito santo...la risposta sarà: no. Questa è la risposta moderna che prevarrà anche sulla prima e la annienterà con tempo. L'alternativa è che la religione si rinnovi e quindi si snaturi: allora potrebbe divenire un riferimento per una giusta etica. Di un'etica ci sarà sempre bisogno e oggi non mi sembra ci siano punti di riferimento laici per un'etica che abbia l'estensione della morale.

Continua....

Io non sbaglio?

Non si è mai troppo vecchi per commettere degli errori.

La coppia

Si può essere soli, anche in due.

Libertà

Il simbolo della libertà è una mano aperta, perchè è veramente libero chi non usa la forza del pugno, chi non stringe con le dita quello che possiede, chi è disposto a dare. La libertà è inversamente proporzionale a ciò che si possiede. La nostra società, strutturata sul diritto di proprietà, ci sta rendendo inutili schiavi.

Una soluzione

Non c'è prova di un'altra dimensione; ma alla dimensione che conosciamo è certo che vi sono infinite modalità di approccio. Non cerco la soluzione ai problemi del corpo - la sofferenza, il dolore, la fatica - allontanandomi da esso (utilizzando il concetto di anima?). Questo non è affrontare il problema, è non guardarlo: non è la cura, ma è un antidolorifico.
E' nel contesto che va trovata la soluzione.
Lascio la spiritualità a chi non ha il coraggio di capire; lascio la Verità a chi ha perso ogni speranza.

Indumenti

La vita è come quello che indossi: se non ti piace più, ti puoi cambiare.

Un limite

Il problema di molte persone non deriva da ciò che pensano, ma dal fatto che credono fermamente che ciò che pensano debba essere condiviso anche dagli altri. Tutti gli altri. Questo è antidemocratico, arrogante, limitato e limitante.

giovedì 20 giugno 2013

Pensieri di saggezza

- Alle persone intelligenti la religione offre solo nuovi dubbi.

- Non chiedetemi quello che non sapete.

- A meditare in cima ad una montagna, sono capaci tutti.

-  Il vero saggio ha più dubbi di chi lo interroga.

- Il vero saggio dalle sue risposte trae anche principi di vita.


venerdì 8 marzo 2013

La donna giusta - appunti confusi e parziali con una bella conclusione (in neretto)

Ecco un argomento stimolante e di interesse "generale", poichè, sostituendo il genere - uomo al posto di donna - queste riflessioni possono essere condivise da pesone di entrambi i sessi.
Esiste un luogo comune che purtroppo non facilita la comprensione del problema: gli opposti si attraggono.
Nulla di più falso è mai stato detto!
Per essere essenziali: anche la persona più modesta, indubbiamente, pensa di comportarsi nel modo migliore.
Non può che essere così anche perchè ognuno di noi è libero di essere se stesso e, di regola, con noi stessi stiamo bene.
Chi è in grado di fare una corretta auto analisi, conosce quelli che sono i propri pregi ed i propri difetti.
Direi che, se dovessi scegliere una compagna per la vita, vorrei che avesse tutti i miei pregi e non i miei difetti.
Oppure: non sono in grado di fare una corretta autoanalisi e quindi non ho la lucidità per individuare quelli che sono i miei pregi e quelli che sono i miei difetti, però so quali sono le mie "caratteristiche" - che non voglio o non riesco a capire se sono pregi o difetti. Bene: se dovessi scegliere una compagna per la vita, vorrei che avesse le mie stesse caratteristiche.
Oppure: conosco i miei pregi e i miei difetti o le mie caratteristiche, ma ritengo che dal rapporto intimo con la mia compagna debba derivare una crescita personale - che in linea teorica -è maggiore tanto più è diverso il mio partner. Il partner diverso mi offre stimoli nuovi e io posso offrire stimoli nuovi al mio partner.
Obiezioni:
a) per essere disposto ad aprirmi agli interessi - diversi dai miei - del mio partner, devo avere quella caratteristica che si può definire "apertura mentale". L'apertura mentale in relatà non basta, perchè nell'ipotesi di cui sopra verrà chiesto non solo di accettare, ma anche di condividere e di con-piacere.
b)
Oppure: il mio partner deve avere una o più caratteristiche che reputo straordinarie e che vanno a colmare le altre differenze.

Step per trovare il giusto partner
1) Mi piace fisicamente? Se sì passa alla domanda 2; se no: non è il giusto partner;
2) Abbiamo le stesse idee sull'importanza dei figli per la completezza della famiglia? Se sì passa alla domanda 3; se no: non è il giusto partner;
3) Amiamo vivere negli stessi contesti? Se sì passa alla domanda 4; se no: non è il giusto partner;
4)


Perdonatemi: non credo che la storia tra un uomo e una donna debba essere una strada costruita sui compromessi. Il partner ideale, forse per chi legge può essere duro da accettare, esiste.
E il partner ideale, al di là degli appunti di cui sopra, è quello che ci assomiglia, che vuole fare quello che vogliamo fare noi, che si emoziona per le stesse situazioni, che sostiene le nostre idee perchè sono anche le sue; che vuole andare a letto alla stessa ora e ama alzarsi come noi; che ride alle stesse battute e che, complice, ci fa l'occhiolino nel momento giusto. Si potrà obiettare: che noia! Senza diversità non ci sono stimoli, non c'è crescita personale! Invece il partner -  quello che ci assomiglia - sarà lo stimolo ai nostri stimoli, il detonatore delle nostre idee, un sostegno alle nostre passioni così come noi saremo un sostegno alle sue. La crescita personale non sarà privata ma condivisa, e l'essere compresi sarà il supporto per la passione, forse di un amore egoistico perchè amando l'altro ameremo noi stessi.
E ogni piattezza e il rischio di una staticità personale è escluso dalla grande diversità che - unica - deve essere alla base di ogni rapporto: l'unione tra sensibilità diverse, garantita in linea di principio, dal sesso diverso dei componenti della coppia.