Il segreto della vita è come una scultura che deve essere ancora scolpita, nascosta dentro al tronco che modellerà lo scultore. Lo scultore siamo noi e, in base alle nostre esperienze e alla nostra sensibilità personale, lavoreremo quel pezzo di legno. Ma la differenza non è creata solo dallo scultore, ma anche dagli strumenti che lo stesso utilizza. Se gli strumenti sono comuni a tutti gli scultori, allora anche le sculture avranno una uniformità comune. Ma se lo scultore costruisce i suoi scalpelli, allora la scultura avrà inevitabilmente una maggiore somiglianza al pensiero e all'idea dello scultore.
Nell'indagare i fatti della vita dobbiamo prenderci il tempo di costruire gli strumenti: utilizzando gli strumenti che ci sono dati (i concetti senza fondamento di anima, eternità, aldilà, dio ecc), modelleremo sempre un pensiero legato a quello di altri. Buttiamo via questi arnesi ormai vecchi e arrugginiti e proviamo a costruire i nostri scalpelli: dobbiamo partire dalla nostra esperienza, da ciò che vediamo. Non si pensi che sia un modo di procedere semplicistico e rozzo: è esattamente quello utilizzato da sempre dai pensatori. La consapevolezza moderna, potenziata dalle scoperte scientifiche, però, i pensatori del passato non potevano averla.
Il pensiero moderno deve essere nuovo e rivoluzionario, per dare un senso anche metafisico alle conquiste dell'umanità: non c'è modernità se non c'è rivoluzione.
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